Informiamo e avvisiamo che
lunedì 14 dicembre, ore 20.45
presso il Comune di Comacchio si terrà il secondo Consiglio Comunale Straordinario relativo alla questione "pinete dei Lidi di Comacchio destinate a edificazione". Invitiamo tutti gli interessati alla salvaguardia dell'area boscata limitrofa alla chiesa di San Paolo al Lido degli Estensi e della pineta di Via Giorgione al Lido di Spina, e nella possibilità di raggiungerci, a essere presenti in questa occasione per manifestare il proprio dissenso rispetto alle ultime scelte dell'Amministrazione Comunale in materia urbanistica.
Un ulteriore avviso: Manrico Mezzogori terrà un comizio venerdì prossimo, 11 dicembre, ore 18.45, in piazza Folegatti a Comacchio, interamente dedicato all'analisi della situazione delle tre pinete destinate a edificazione dal PRG comunale del 2002 e non più tutelate dal Piano Territoriale della Provincia di Ferrara. Invitiamo tutti a pertecipare.
Non è la legge che abbatte le pinete dei Lidi Estensi e Spina, ma il modo in cui è stata applicata dal Comune di Comacchio la Legge Galasso (L. 431/1985, oggi confluita nel Codice Urbani) istitutiva del “vincolo paesaggistico”.
Con la variante al PTCP relativa alla “rete ecologica” del dicembre 2008, l’Amministrazione provinciale di Ferrara ha effettuato il “riesame” delle singole aree boscate riclassificando quelle esterne ai “perimetri urbani e alle aree edificabili”, e sollevando, in questo modo, implicitamente, quelle interne agli abitati dalle tutele provinciali che per molti anni ne avevano garantito la salvaguardia dall’edificazione. Con questa operazione, tuttavia, non è stata modificata la loro intrinseca “natura” (pinete erano, pinete rimangono!), né è stato escluso il gravame del “vincolo paesaggistico” (qualora esistente), né tanto meno sono state rese edificabili. L’edificabilità sulle aree delle pinete, già destinate a servizi dai PRG previgenti, è stata decisa dal Comune di Comacchio che ha ritenuto, sulla base di specifici pareri tecnici (Ufficio tecnico comunale, Ufficio per il Piano Territoriale della Provincia) che, pur essendo ancora “boschi”, le aree non fossero sottoposte al vincolo paesaggistico.
Facciamo il punto.
Nel 2002 la legge regionale n. 31 impone ai Comuni di individuare nei propri PRG le aree soggette a vincolo paesaggistico. Nell’ottobre 2003 viene sottoscritto l’Accordo tra il Ministero per i beni e le attività culturali, la Regione Emilia-Romagna e le Associazioni delle autonomie locali (ANCI), nel quale sono stabiliti i criteri per attuare le disposizioni del Codice Urbani.
Nel 2006, con atto a firma del solo Direttore Generale della “Direzione Generale Programmazione” della Regione Emilia-Romagna, viene emessa una “Circolare interpretativa in merito all’individuazione delle aree urbane escluse dalla tutela paesaggistica”. Un testo di difficile interpretazione, quest’ultimo, per le incertezze e contraddizioni che lo caratterizzano e che non aiuta a escludere la lettura che, “suo malgrado”, è stata data dal Comune di Comacchio. Una lettura da ritenersi contrastante con il Codice Urbani e con l’Accordo sottoscritto nel 2003, perché non è più la presenza di determinati indici di copertura e densità di edificazione ad escludere il formarsi per legge del vincolo paesaggistico, ma la mera appartenenza al “centro abitato”.All’Amministrazione comunale sono stati forniti elementi per “prendere contezza” di ciò che la legge e l’Accordo richiedono per l’accertamento dell’esistenza del vincolo paesaggistico sui territori coperti da bosco: verificare, ora per allora, se le pinete ricadono in “parti del tessuto urbano” che al 1985 non avevano le caratteristiche delle “zone B” (rapporto di copertura maggiore di 1/8, densità territoriale maggiore di 1,5 mc/mq) e, in tal caso, riconoscere l’esistenza del vincolo.
Questa verifica, che a nostro parere avrebbe portato ad affermare la sussistenza del vincolo sulle pinete dei Lidi (se non in tutte, certamente in massima parte), non è stata effettuata. E’ stata invece sostituita dall’applicazione di una lettura (peraltro parziale) di una Circolare regionale; senza considerare che una “circolare” non può consentire interpretazioni contrastanti con la legge (Codice Urbani) e con l’Accordo sottoscritto nel 2003 tra Stato-Regione-ANCI. E’ questa operazione che non è conforme alle regole, ed è questa operazione che consente di abbattere, oggi, i pini di via Giorgione, domani, quelli che circondano la chiesa di San Paolo al Lido degli Estensi.







Oggi, domenica 6 dicembre 2009, in Largo Giorgione al Lido di Spina, nei pressi della pineta per la quale è stato rilasciato un permesso di costruire, si è svolta una manifestazione-assemblea organizzata da Legambiente di Comacchio e dai comitati di cittadini sorti per la salvaguardia delle pinete dei Lidi di Comacchio destinate a edificazione dal PRG comunale del 2002.In questa occasione hanno preso la parola: Marino Rizzati per Legambiente, Circolo di Comacchio, Manrico Mezzogori per la Consulta del San Camillo, Daria Bertolaso per il gruppo parrocchiale di San Paolo al Lido Estensi, e i cittadini Stefano Martini e Giovanna Mazzoni.
Ringraziamo tutti coloro che hanno voluto partecipare, in particolar modo Giampaolo Balboni del WWF di Ferrara, Marco Bondesan della Società Naturalisti Ferraresi, molti cittadini di Ferrara e molti dei firmatari della petizione raccolta dal gruppo parrocchiale, i quali ci hanno raggiunto seppur residenti a Bologna o in città ancor più lontane. Erano presenti anche consiglieri comunali e rappresentanti dei diversi partiti che ringraziamo e invitiamo ad agire nelle loro possibilità affinché le aree boscate dei Lidi di Comacchio possano essere tutelate e rimanere bene ambientale comune.
Il servizio su Tg Telestense (07.12.2009):
http://www.telestense.it/flv/popup.php?file=http://telestense.smil.weebo.it/20091207_03.xml

Si comunica che domenica prossima, 6 dicembre 2009, alle ore 10, i comitati dei cittadini sorti a difesa delle pinete dei Lidi di Comacchio destinate a edificazione, il gruppo parrocchiale di San Paolo e Legambiente si incontreranno in Via Giorgione al Lido di Spina, presso la pineta che rischia di essere abbattuta imminentemente, per una manifestazione-assemblea a difesa di tale area boscata.Tutta la cittadinanza dei Lidi di Comacchio, di Comacchio e del territorio di Ferrara è invitata a partecipare.In particolar modo, invitiamo i firmatari della petizione aperta lo scorso agosto e che ha raccolto ad oggi quasi 4000 firme.Invitiamo anche tutte le associazioni a cui è caro l'ambiente.Nella speranza che le alberature non vengano abbattute prima del nostro incontro un arrivederci a presto!
Il silenzio delle amministrazioniIl gruppo parrocchiale di San Paolo ritiene doveroso rendere conto di come la vicenda relativa alle pinete dei Lidi di Comacchio si è evoluta da quando si è aperta la petizione che ha raccolto ad oggi quasi 4000 firme. Tutto nasce da un atto deliberativo dell’amministrazione provinciale dal titolo alquanto fuorviante (“Variante per la definizione della rete ecologica”), che, per il territorio del Comune di Comacchio, ha significato sacrificare all’espansione urbanistica le residue pinete immerse nel tessuto urbano dei Lidi.
Il tentativo di sensibilizzare gli enti locali al fine di salvaguardare quelle che sono delle eccellenze ambientali, in particolare l’area boscata che circonda la chiesa del Lido Estensi, sembra essere caduto nel vuoto. I cittadini parrocchiani, non personaggi in cerca di autore, bensì di “autorità” (leggasi sindaco del Comune di Comacchio e presidente della Provincia di Ferrara), si sono mossi nell’assoluta convinzione di instaurare un dialogo collaborativo e nella speranza di vedere negli amministratori la disponibilità e l’impegno ad individuare delle possibili soluzioni.
L’atteggiamento degli enti locali si è rivelato invece sordo e incapace di cogliere l’essenza di quello che è rimasto un “grido nel deserto”. Nel corso degli incontri, l'amministrazione comunale si è limitata a difendere il proprio operato ricorrendo persino alla presenza del proprio legale, come se il gruppo parrocchiale potesse essere inteso come la controparte di qualcuno, mentre l'amministrazione provinciale si è avvalsa dei propri tecnici per sminuire se non irridere i quesiti e le richieste di chiarimento avanzati.
In risposta a tale modo di procedere, i parrocchiani hanno suffragato l'istanza cercando approfondimenti qualificati di carattere tecnico-normativo, che hanno portato a sollevare il legittimo dubbio circa la sussistenza del vincolo paesaggistico sulle aree in questione. La documentazione elaborata con il contributo del Prof. Francesco Sacchetti e dell'architetto Raffaella Bedosti non ha trovato opposizioni nell'ultimo incontro con la Provincia e il Comune, i quali si sono impegnati a verificare i contenuti della nota consegnata, riservandosi di formulare eventuali controdeduzioni.
A tutt'oggi però non si è avuto alcun riscontro, il che fa sospettare che si sia adottata la linea del silenzio e del rinvio (di facciata), mentre l'abbattimento degli alberi - che costituiscono il bene ambientale - potrà essere effettuato già questa settimana, dato che la sospensione del permesso di costruire, per quel che riguarda la pineta di via Giorgione, avrà termine mercoledì prossimo.
Il rammarico sta nel verificare le modalità con cui gli amministratori si rapportano agli appelli della società civile, che si sia o meno in periodo di campagna elettorale.
Carta A allegata ai computi del gruppo parrocchiale (la pineta della chiesa di San Paolo)
Carta B allegata ai computi del gruppo parrocchiale (la pineta di Via Giorgione)Il Gruppo parrocchiale di S. Paolo al Lido degli Estensi ha partecipato con alcuni suoi rappresentanti all’incontro con i tecnici del Comune di Comacchio e della Provincia di Ferrara, organizzato dal Sindaco di Comacchio e dalla Presidente della Provincia presso il Castello di Ferrara lunedì scorso, 16 novembre, presenti i rappresentanti di Legambiente di Comacchio e di Italia Nostra.
La posizione del gruppo è stata espressa dall’architetto, e professore universitario di urbanistica, Francesco Sacchetti e dall’architetto urbanista Raffaella Bedosti, i quali hanno messo a disposizione, gratuitamente, le loro competenze per lo studio della situazione delle residue pinete all’interno degli abitati di Lido Estensi e Lido Spina. Il prof. Sacchetti ha evidenziato che in tali aree boscate sono presenti le condizioni per la sussistenza del ‘vincolo paesaggistico’, secondo la legge Galasso (L. 431/85) e secondo l’Accordo siglato nel 2003 tra il Ministero per i beni e le attività culturali, la Regione Emilia-Romagna e le Associazioni delle autonomie locali, che richiama tra l’altro i Comuni ad accertare le aree soggette a vincolo paesaggistico (come stabilito dalla LR 31/2002). Tale accordo presuppone che all’interno dei centri abitati possano essere individuate "parti di tessuto urbano" oggettivamente differenziate per morfologie e carichi insediativi.
Da prime verifiche parziali, effettuate dal Gruppo parrocchiale con pazienti operazioni di calcolo sui tessuti urbani dei nostri Lidi includenti le pinete in argomento (quella circostante la chiesa di San Paolo e quella di Via Giorgione), risulta che queste non possiedono le caratteristiche prescritte dal DM 1444/68 per rientrare nelle “zone territoriali omogenee B” e, pertanto, su di esse non operano le esclusioni dal vincolo paesaggistico. Fin dal settembre 1985 su queste aree boscate si è dunque costituito, "ope legis", il vincolo paesaggistico della Legge Galasso.Gli architetti Sacchetti e Bedosti hanno consegnato agli Amministratori e ai tecnici una nota scritta nella quale è sinteticamente articolata la lettura dei riferimenti normativi e della situazione delle nostre pinete quanto alla sussistenza del suddetto vincolo, nota nella quale, con intenzione collaborativa, si invita il Comune a condurre in modo dettagliato la verifica richiamata dall’Accordo e ad agire con prudenza nella gestione dei permessi di costruire.I tecnici della Provincia, in questa occasione, non hanno contestato che all’interno dei tessuti urbani dei Lidi di Comacchio vi siano zone diverse dalle zone omogenee B (nello specifico zone C), e hanno tuttavia ribadito l’opinione invalsa che sta alla base della prassi delle Amministrazioni, per la quale i vincoli paesaggistici non vengono considerati all’interno dei perimetri dei centri abitati. I rappresentanti dell’Amministrazione Comunale hanno invece evidenziato la diversa interpretazione delle leggi, diversità che crea una certa difficoltà data l'urgenza attuale che richiede decisioni immediate per quel che riguarda la pineta di Via Giorgione.
Il Gruppo parrocchiale di San Paolo, sulla base dell’analisi di Sacchetti e Bedosti, rimane convinto dell'esistenza del vincolo paesaggistico sulle aree in questione. Auspicando la difesa e la salvaguardia, nel pieno rispetto della legalità, delle residue pinete dei Lidi di Comacchio, per il loro valore ambientale e storico-culturale, il Gruppo resta in attesa degli approfondimenti che le Amministrazioni, al termine dell’incontro, si sono impegnate a condurre sulle note proposte dagli esperti.
E' possibile leggere la nota del Prof. Sacchetti e dell'Arch. Bedosti nella sezione Download
La Pineta di fronte alla chiesa di San Paolo
La Pineta di Viale CarducciNella pagina internet del Comune di Comacchio che riporta le "comunicazioni del sindaco"
http://195.62.166.21/comacchio/common/AmvDocumentoInfo.do?MVVC=amvdocui&ID=966&REV=0&MVPD=0&MVTD=1&MVSZ=100è possibile leggere un comunicato dell'amministrazione che informa dell'"importanza paesaggistica" della pineta situata in Viale Carducci al Lido Estensi in prossimità della Porta Ravenna (oggi di proprietà comunale e destinata a divenire parco urbano): una pineta che a noi pare del tutto simile a quella limitrofa alla chiesa di San Paolo, il cui valore ambientale andrebbe, pertanto, parimenti tutelato.
"Relativamente al Piano Strategico Comunale, questa Amministrazione ha sottoposto l'area verde di Viale Carducci ad una indagine Botanico - Vegetazionale. Sono state effettuate approfondite verifiche su ogni singola pianta al fine di comprendere le esigenze arboricolturali, per ripristinare lo stato di sicurezza fotostatica e per intervenire in maniera più consona alla loro gestione.
In pratica è stato fatto un vero è proprio censimento botanico: ne è risultato che i pini radicati nell'area sono coetanei, alberati nel periodo compreso tra le due Guerre Mondiali, mentre le altre specie presenti sono da considerare spontanee e relativamente di recente costituzione.
Per quanto concerne l'orizzonte arbustivo, lo stesso risulta concentrato ai margini della determinata area, lo studio effettuato su quest'ultima ha dimostrato la sua importanza paesaggistica. Si è intervenuti mettendo in sicurezza l'area stessa e si è intervenuti sui pini con indicazioni ben precise dei botanici incaricati..."