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martedì 22 giugno 2010

Aggiornamento sulle dune di Lido degli Estensi: Provincia d'accordo sulla preservazione


La buona notizia era già stata divulgata sui giornali del ferrarese, il 19 maggio 2010.
Con un po' di ritardo comunichiamo il risultato delle "trattative" e vi mettiamo a disposizione i documenti ufficiali.
L'incontro tra la Presidente della Provincia di Ferrara Marcella Zappaterra e il comitato per la difesa delle dune del Lido degli Estensi, svoltosi il 18 maggio 2010, si è risolto positivamente (il comitato aveva sollevato il problema dell'impatto ambientale dell'Idrovia Ferrara-Comacchio sull'ambiente litoraneo): la Provincia ha infatti accettato le osservazioni del gruppo di cittadini che aveva invocato la salvaguardia delle dune e la biologa Carla Corazza, portavoce del comitato, si è detta soddisfatta delle variazioni che verranno così apportate al progetto di allargamento dell'imboccatura del porto canale.

Eccovi la relazione presentata dal comitato e l'accordo firmato.

martedì 23 marzo 2010

Dune del Lido Estensi: Convegno sulle dune costiere e cartografia Regione



"La ricostruzione delle dune costiere: un orizzonte possibile?"
Convegno organizzato dalla Regione Emilia-Romagna, Assessorato alla sicurezza territoriale, difesa del suolo e della costa, e Protezione civile
2 dicembre 2009
Bologna, Sala Auditorium, viale A. Moro 18, ore 9

In Emilia-Romagna, come in numerose altre zone costiere basse e sabbiose che si affacciano sul Mediterraneo, le spiagge sono sempre più frequentemente soggette a fenomeni di erosione e a rischio di sommersione per eventi di mareggiata. Oltre alla diminuzione degli apporti sedimentari fluviali, al fenomeno della subsidenza e al peggioramento del clima meteo-marino, uno dei fattori principali dell’esposizione a rischio dei territori costieri è stato accentuato, nel tempo, dallo smantellamento progressivo degli apparati dunosi.

Alcuni anni fa, con la Delibera di Consiglio Regionale 645/2005, la Regione ha approvato le Linee Guida per la Gestione Integrata delle Zone Costiere (GIZC) che indicano, fra le varie azioni per la difesa e la riqualificazione dei litorali, anche la ricostruzione delle dune costiere e l’introduzione di disposizioni normative di tutela per le dune ancora esistenti e per il loro recupero e riqualificazione.

Le dune, infatti, rappresentano una naturale struttura di difesa e al contempo una riserva di sabbia per il ripascimento naturale delle spiagge, oltre che un valido contrasto all’intrusione del cuneo salino a difesa delle falde di acqua dolce dell’immediato entroterra.

Un tempo i cordoni dunosi si estendevano lungo gran parte della fascia costiera regionale. Ad oggi, su 130 km di litorale regionale, solo circa 34 km riportano presenze di rilievi dunosi, di cui circa 10 km in provincia di Ferrara, 22 km in provincia di Ravenna e i rimanenti 2 km distribuiti nel tratto costiero più meridionale.

L’obiettivo del convegno, quindi, è quello di richiamare l’attenzione sul tema della difesa, del recupero e della riqualificazione degli apparati dunosi costieri, sull’introduzione di nuove tecniche e modalità di intervento per la ricostruzione e la riqualificazione delle dune, sulle esperienze e risultati conseguiti da altre regioni e sull’opportunità di avviare una specifica linea di lavoro sul tema.

Per la relazione del Prof. Umberto Simeoni leggi qui.

giovedì 18 febbraio 2010

Idrovia Comacchio-Ferrara: l'intervento sul porto canale



Riceviamo da Carla Corazza e pubblichiamo.
La parte in viola dell'ultima immagine segnala l'area dove si prevede l'intervento per l'allargamento del porto canale.
Potete ingrandire e scaricare le immagini cliccandole.

sabato 6 febbraio 2010

Idrovia Comacchio-Ferrara: ...e le dune del Lido Estensi?












Riceviamo e pubblichiamo:

La già flebile identità territoriale dei nostri Lidi sta per subire un nuovo attacco.
Sulla sponda meridionale del canale navigabile di Porto Garibaldi, la spiaggia libera del Lido degli Estensi si fregia di un autentico gioiello ambientale: si tratta di dune litoranee esemplari perché caratterizzate da una successione spaziale di habitat degna di un manuale per ecologi. Procedendo dalla riva del mare verso l’interno, dopo la distesa di sabbia non vegetata e variamente modificata, si incontrano le dune attive, in cui la sabbia bianca e sottile è appena colonizzata da piccoli cespugli di ravestrello marittimo, con i suoi delicati fiorellini rosati, e dalla nappola italiana, cui seguono immediatamente la gramigna delle spiagge e lo sparto pungente: insieme, queste piante cominciano a trattenere il substrato, rendendolo accogliente per l’arrivo di altre specie. Poi le dune si consolidano e diventano "grigie": qui, l’intreccio di foglie, rami e radici della calcatreppola marittima, dell’ambrosia (acquisto recente), del finocchio marino e della gramigna trattiene saldamente la sabbia, trasformandola in una difesa stabile contro il vento e le mareggiate.
Sotto queste dune, il cuneo salino viene spinto in profondità e non riesce ad insinuarsi verso l’interno della costa, consentendo all’acqua dolce di proseguire indisturbata il suo percorso verso il mare. Dietro le dune grigie, oltre le bassure un poco più umide che ospitano varie specie di giunchi, crescono cespugli sempreverdi dalle foglie spesso coriacee, come l’asparago pungente, che inequivocabilmente, con il loro aspetto ed i loro profumi, richiamano calde atmosfere mediterranee.
Infine, al termine della successione vegetazionale, sulle dune più interne, si incontrano alcuni pini marittimi e domestici, traccia delle piantagioni realizzate molto tempo fa per proteggere dalla salsedine e dalla forza erosiva del vento i fragili terreni agricoli strappati alle paludi.
In questa cornice di habitat, un poco disturbati dall’uomo, si incastona un prato fatto di erbe amanti del clima secco, fra le quali, da marzo a giugno, fioriscono sorprendentemente numerose e coloratissime orchidee.
C’è rimasto ormai poco di simile, lungo le coste italiane, e la rarità di questi habitat li rende ancor più preziosi per il nostro Paese di quel che le normative europee stabiliscono (si tratta, secondo la Direttiva Europea 92/43/CEE, di cinque habitat di interesse comunitario; di essi, ben tre sono prioritari, cioè habitat naturali che rischiano di scomparire definitivamente dal territorio dell’Unione Europea e quindi da difendere in maniera assai decisa).
Purtroppo, l’immenso valore ambientale, ricreativo, culturale di quest’area non è stata forse compresa da chi ha progettato l’Idrovia ferrarese e rischiamo di perderla per sempre nel giro di pochissimo tempo.
Infatti, le trasformazioni previste per il tratto terminale dell’Idrovia, là dove sboccherà nell’Adriatico, comporteranno, se non mitigate da opportune misure, la distruzione pressoché totale delle dune: la banchina verrà spostata verso sud di parecchi metri, una darsena fagociterà il margine settentrionale delle dune e, accanto, un grande deposito per il materiale demolito e scavato dall’area portuale si adagerà sul prato ad orchidee, sulle dune grigie e su quelle bianche, soffocandoli per sempre.
La perdita di questi habitat renderà più anonimo il Lido degli Estensi, che, anziché diversificare la sua offerta ambientale per attirare un’utenza varia (sappiamo tutti che l’ecoturismo è in fortissima ascesa), non saprà offrire altro che zone verdi simili a quelle di una qualsiasi periferia metropolitana.
Chiediamo perciò che tutte le Autorità (Regione, Provincia, Comune, Parco del Delta) si attivino immediatamente per avviare subito un processo di revisione del progetto dell’Idrovia nel suo tratto terminale, adottando misure di evitamento e di mitigazione che consentano di ridurre al minimo il danno apportato al complesso delle dune.
Forse si riuscirà così ad evitare che la targa che identifica il vicinissimo e recentissimo "Parco delle Dune" si trasformi da valida indicazione turistica ad epitaffio in memoria di un ecosistema perduto.

Carla Corazza,
portavoce del Gruppo di Cittadini per la Difesa delle Dune di Lido Estensi.